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Concluso il Torneo Nazionale di Natale

I finalisti del Torneo Open Matteo Gotti e Stefano Galvani
I finalisti del Torneo Open Matteo Gotti e Stefano Galvani

Uno straordinario Torneo Nazionale con ben 425 partecipanti arrivati nel nostro Circolo per questo appuntamento da Natale all’Epifania. Una formula indovinata in un periodo di vacanze scolastiche e quindi con tanta gioventù tennistica presente sul play/it dell’Ata Battisti.
Incontri di alto livello ed anche simpatiche e combattute partite promosse dai 4 categoria sempre presenti ed importanti per tutto il movimento, quello dei veri sportivi appassionati.
L’articolo di seguito riportato pubblicato dal giornale l’Adige fotografa perfettamente le fasi finali del Torneo.
“La finale dell'Open dell'Ata Battisti è stata la fotocopia di quella dello scorso anno con la sola differenza che il trionfatore nell'occasione 2010, appunto il «cobra», il padovano Stefano Galvani , venne ingaggiato per vincere l'A2 - missione compiuta e il presidente Monegaglia si ritrova uno squadrone per l'A1 - mentre il «bombardiere» Matteo Gotti , era già il naturalizzato trentino all'Ata. L'emiliano è uno tra i pochi fedelissimi che un circolo può contare in A1 (cervellottiche disposizioni federali obbligano nel prossimo autunno a far giocare, in singolo e in doppio, per forza uno che da 8 anni è tesserato stabilmente o un ex del vivaio fino all'under 16). C'era iscritto anche il terzo fenomeno atino, il rivano Andrea Stoppini afflitto da un persistente dolore alla spalla, e così Gotti si è inserito con autorità in quella zona dimostrando in due giorni di avere qualità intatte per tornare alla classifica di 2.1. Contro l'emergente meranese 2.3 Matthias Wolf, il colosso campano 2.1 Fioravante e in semifinale contro un altro emergente, il 2.3 veronese Borgo, 19enne in ascesa, Gotti ha esibito un repertorio di diritti al fulmicotone e di rasoiate di rovescio che l'hanno proiettato diritto in finale. L'intelligente rimonta nel tiebreak del primo set contro Wolf avanti 5-3, la robustezza del suo gioco sul veloce play it di casa contro il napoletano, cliente ostico per tutti, e l'incisività di scambi contro quel Borgo che ha dato tutto sono stati passi determinanti per Gotti per vincere l'Open degli «umani». Parliamoci chiaro. Il «cobra» Galvani è un marziano in questo momento. Come lo scorso anno è venuto a Trento in omaggio agli amici Renzo e Emanuela, "anime" dell'Ata e giudici arbitro e di gara, da numero 270 al mondo fuori dalle qualificazioni agli Australian Open per qualche posto, Prima categoria e soprattutto micidiale interprete di quel tennis che già produsse un Sanguinetti negli ottavi all'Us Open alle soglie dei 35 anni. Agazzi nei quarti, il giustiziere di Ungur a Rovereto in dicembre, e il tambureggiante giovane serbo Tomanic, che aveva annichilito Oradini nei quarti, poco hanno potuto contro il «cobra». Giocatore micidiale nei cambi di ritmo e nei colpi piatti che finiscono negli angoli. Gotti è arrivato alla sfida con l'amico Steve (lo chiama così) Galvani completamente spompato dalle battaglie con Borgo e del giorno precedente. Nulla ha potuto Matteo con l'acido lattico che gli «mordeva» tutto il corpo contro un rivale che già aveva la marcia in più. E così Gotti s'è portato fiondando tutto sul 2-0 nel primo set poi è calato e all'inizio del secondo ha steso la mano. Sull'altro campo la finale femminile era un inno alla clava. Ritiratesi per attacchi influenzali le superfavorite Bona e Gabba, ecco spuntare la bielorussa del Match Ball Firenze, Jelena Simic, e la genovese Alice Savoretti. La Simic è stata implacabile, ha conquistato il titolo senza perdere un set.”

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